giovedì 5 maggio 2011

TEPCO: Nuovo piano per raffreddare reattori

Il reattore n.1 della centrale Daiichi di Fukushima
dopo l'esplosione
Avrà inizio Giovedì il nuovo piano del colosso dell'energia in Giappone TEPCO, per raffreddare il rettore 1 della centrale nucleare Daiichi di Fukushima. Per la prima volta, dopo quasi due mesi dall'esplosione che ha dilaniato l'edificio contenente il reattore, dei tecnici entreranno all'interno del sito per iniziare le operazioni di raffreddamento. Prima che gli operai possano però operare, si dovrà installare un sistema di ventilazione e filtraggio per eliminare la radioattività all'interno, ed inoltre montare una struttura all'ingresso a doppia porta, con una pressione maggiore di quella interna al reattore, per evitare eventuali fuoriuscite di materiale radioattivo.
"A gruppi di quattro andranno ad installare i condotti, e saranno costretti a lavorare in spazi molto ristretti." Ha detto il portavoce TEPCO Junichi Matsumoto in una conferenza stampa.
Solo una volta completato il sistema di ventilazione sarà possibile installare all'esterno un impianto di refrigerazione, che sostituirà quello messo fuori uso dallo tsunami dell'11 Marzo, e che raffredderà l'acqua all'interno del reattore fino al raggiungimento dell'arresto del sistema.
Fino ad adesso i livelli di radiazioni all'interno dell'edificio, non avevano permesso ai tecnici di poter riparare gli impianti di raffreddamento, e TEPCO ha dichiarato inoltre che potrebbe volerci ancora tutto l'anno per poter riportare sotto controllo la centrale. 

Nel frattempo continuano lungo le coste giapponesi i controlli sulle fuoriuscite radioattive della centrale di Fukushima. Pochi giorni fa la TEPCO ha riscontrato livelli anche più di mille volte superiori rispetto al normale di Cesio-137 e Cesio-134 su campioni dei fondali marini prelevati Venerdì scorso a circa 20 Km dall'impianto. Controlli incrociati che sta svolgendo anche Greenpeace, secondo i quali la contaminazione sarebbe già arrivata a oltre 12 miglia dal confine delle acque territoriali giapponesi.   
    
Fonti: Yahoo News; The Japan Times

I giganti dei videogiochi tremano

Nintendo 3DS

Dopo il settore automobilistico, anche quello videoludico si ritrova a fare i conti con la crisi post-terremoto. A farne le spese è stata soprattutto Nintendo, che proprio pochi giorni prima del sisma, aveva lanciato sul mercato la nuova Nintendo 3DS, una consolle portatile con schermo in 3D che non necessita l'uso di occhiali speciali per la visualizzazione. Le vendite della consolle, come era facile aspettarsi, sono crollate drasticamente, e si è passati dalle 96.000 unità vendute nella settimana del terremoto, alle 61.000 della settimana successiva.
Dato interessante da analizzare è però come, se da un lato la 3DS perdeva mercato, la portatile concorrente Sony PSP, abbia invece sensibilmente incrementato le sue vendite, portandole fino a circa 50.000 unità a settimana. Questo ci mostra come i giapponesi, soprattutto nelle zone più colpite dallo tsunami, abbiano voglia di qualche momento di evasione dalla loro tragica realtà, e in particolar modo i bambini, che dichiarano ai giornalisti giapponesi, quanto i videogiochi li aiuti a superare la noia di questi giorni. Uno dei motivi dell'impennata delle vendite per la consolle Sony è sicuramente il prezzo 16.800¥ contro i 25.000¥ della 3DS, che denota come in questo momento si tenda più a risparmiare evitando grosse spese ingiustificate; altro fattore invece è il parco giochi, naturalmente più ampio per PSP in quanto è già da molti anni sul mercato.

Nonostante l'aumento di vendite delle sue consolle però, Sony non se la passa affatto bene. Stavolta non è stato l'effetto 11 Marzo, ma bensì un gruppo di hacker che sono riusciti ad entrare nei database della casa nipponica, rubando 77 milioni di profili degli utenti, e circa 2 milioni di numeri di carte di credito. Inutile dire come questo abbia messo in ginocchio Sony, che oltre a dover chiudere per un tempo ancora indefinito il Playstation Network (la rete che permette agli utenti possessori di Playstation 3 di giocare online e di acquistare contenuti dal Playstation Store, quindi mancati guadagni), dovrà fare i conti anche con eventuali class-action di utenti a cui sono stati sottratti dati sensibili di carta di credito. La ripercussione più immediata di questo mega furto informatico si è avuta in borsa, dove il titolo Sony ha perso più del 10% bruciando in pochi giorni oltre 2 miliardi di dollari, ma più avanti nel tempo si potrà avere anche un'elevata perdita di utenza dovuta alla perdita di fiducia verso il prodotto, il tutto per la gioia della concorrenza.

Fonte: The Japan Times online