lunedì 9 maggio 2011

I tecnici entrano nel reattore 1 di Fukushima

I tecnici della TEPCO d'avanti all'impianto di
areazione installato nei giorni precedenti, dentro
la centrale di Fukushima
Dopo alcuni giorni di lavoro, i tecnici della TEPCO, nella serata di Domenica, hanno finalmente aperto le porte dell'edificio delle turbine, adiacente a quello del reattore, delle centrale nucleare di Fukushima. Nove operatori sono entrati all'interno intorno alle 04:20, per iniziare le misurazioni dei livelli di radioattività. Le analisi fin qui condotte rivelano una radioattività massima pari a 700 millisievert per ora, ben al di sopra dei livelli massimi dettati dalla legge, che sono stati portati da 100 a 250 millisievert annui, proprio per affrontare questa emergenza. Ma questo non impedirà ai tecnici di poter iniziare i lavori, la TEPCO infatti ha detto che aumenterà il livello delle protezioni individuali dei suoi operai, i quali rimarranno nella zona più radioattiva dell'edificio massimo 20 minuti, in modo da non superare la soglia di tolleranza dettata dal governo; per quanto riguarda le altre zone dove i tecnici dovranno operare, TEPCO afferma che i valori di radiazioni si attestano tra i 10 e i 70 millisievert per ora.
Secondo il piano, che dovrebbe riportare sotto controllo la situazione della centrale di Fukushima, gli operatori, dovrebbero iniziare in mattinata l'allagamento della camera del reattore dove si trova il combustibile, per poi cominciare i lavori per rendere operativo entro Giugno, l'impianto di refrigerazione alternativo, che porterà al raffreddamento dell'acqua contenuta nel reattore, e al conseguente arresto dell'impianto.



Fonte: Mainichi Daily News, Japan Times, Japan Today

domenica 8 maggio 2011

Pericolo nucleare: Il governo chiede la chiusura della centrale di Hamaoka

La centrale nucleare di Hamaoka, per la quale il governo
ha chiesto la sospensione
Il disastro della centrale nucleare di Fukushima ha toccato profondamente i giapponesi, e la possibilità che si ripeta un fatto simile terrorizza tutti, compreso il primo ministro Naoto Kan, che nei giorni scorsi ha chiesto la sospensione dei reattori della centrale nucleare di Hamaoka, gestita dalla Chubu Elettric Power CO. . La centrale, secondo i tecnici, avrebbe caratteristiche non troppo dissimili da quelle di Fukushima soprattutto per la sua dislocazione geografica, che la metterebbe ad alto rischio di incidente in caso di terremoto o tsunami. L'impianto di Hamaoka si trova infatti ad Omaezaki, nella prefettura di Shizuoka, a diretto contatto con il mare e soprattutto in una zona ad altissimo rischio sismico; è proprio in questa area che i geologi prevedono l'epicentro del grande terremoto di magnitudo 8.0, che colpirà la regione del Tokai entro 30 anni.
Dal disastro dell'11 Marzo, la Chubu Elettric ha già avviato una serie di progetti per aumentare la sicurezza della centrale in caso di tsunami, come la costruzione di frangiflutti, ma è impossibile garantire che il terremoto del Tokai non arrivi prima del termine di costruzione di queste opere; per questo Kan chiede alla compagnia, lo spegnimento dei 4 reattori, fino almeno a quando la metà dei lavori non sarà stata completata.
La zona del Tokai dove nel 2009 si è avuto un terremoto
di Magnitudo 6,5. In blu l'area dove gli studiosi
prevedono entr 30 anni l'epicentro di un terremoto M8 
Al momento la Chubu Elettric ha dichiarato di aver preso in considerazione la proposta del primo ministro e che sta studiando forme alternative di produzione di energia, ma essendo la richiesta di Kan, per sua stessa ammissione, "non legalmente vincolante", alcuni dirigenti della società sono ancora riluttanti al conformarsi a questa.
Naturalmente la chiusura, seppur momentanea dell'impianto, costituirebbe un problema per le regioni servite dalla Chubu Elettric, la società infatti produce circa 30 milioni di kilowatt, di cui 3,6 milioni (circa l'11%) derivante dalla centrale di Hamaoka. Le preoccupazioni sono quindi per i disservizi elettrici che seguiranno allo spegnimento dei reattori, ma "ci saranno anche problemi a livello occupazionale locale" dice il sindaco di Omaezaki, Shigeo Ishihara, che prosegue "dovremo trovare soluzioni per migliorare la sicurezza senza dover ricorrere alla chiusura della centrale".
L'impianto di Hamaoka è solo una delle venti centrali nucleari che servono il Giappone, molte altre quindi sono al vaglio dei tecnici, per la verificarne l'effettiva sicurezza in caso di catastrofe come quella avvenuta sulle coste del nord-est.
La mappa delle centrali nucleari in Giappone, sono soprattutto quelle posizionate
sulla costa est, quelle a rischio di incidenti causati da terremoti


Fonte: Mainichi Daily News, Japan Times    

venerdì 6 maggio 2011

Video inedito dell'arrivo dello tsunami sulla costa

Questo video, rilasciato qualche giorno fa dalla guardia costiera giapponese, mostra l'arrivo dello tsunami sulle coste di Kesennuma, nella prefettura di Miyagi. Il filmato è stato girato dall'interno dell'edificio della guardia costiera di Kesennuma.





Fonte: Mainichi Daily News

La giornata dei bambini fa tornare il sorriso alle piccole vittime dello tsunami

Le "koi" ovvero le carpe che tipicamente si appendono
per la festa dei bambini
Come ogni 5 Maggio, data che segna la chiusura della Golden Week, in Giappone torna il Kodomo no hi 子供の日 ovvero il giorno dei bambini. Inutile dire quanto fosse attesa questa festività, soprattutto nelle zone colpite dalla catastrofe del 11 Marzo, che ha spazzato via la vita di molte persone. Alcuni degli eventi più rappresentativi si sono svolti a Ishinomaki, dove ha sede il museo Mangattan dedicato al famosissimo mangaka, scomparso nel 1998, Shotaro Ishinomori; uno dei pochi edifici che ha resistito alla furia del mare. E' proprio contro il cattivissimo mostro marino e i suoi scagnozzi che gli eroi creati da Ishinomori lottano all'esterno del museo coinvolgendo bambini di ogni età, affinché il bene trionfi sul male. "E' passato molto tempo da quando non vedevo i bambini così eccitati" dice Yukiko Takeyama, che ha portato all'evento i suoi due figli di 4 e 6 anni. La famiglia Takeyama vive al secondo piano della sua casa in quanto il piano terra è stato è stato distrutto dallo tsunami. Passano il loro tempo a cercare di riparare i danni e pulire la loro casa, ma hanno ancora una grande paura tutte le volte che arriva una scossa di assestamento anche leggera.
L'Ishinomori Mangattan Museum. Con la sua curiosa
forma ad astronave ha resistito allo tsunami
Mentre all'esterno si combatte, all'interno del museo è stato installato un piccolo cinema alimentato con generatori di emergenza. La luce dentro è fredda e fioca, ma l'aria è satura di profumo di pop corn  al caramello e di grida di bambini, i volontari cucinano e regalano giocattoli; tra questi si trovano professori di scienze che insegnano ai bambini a costruire piccole lampade; giovani ragazzi che giravano vestiti da clown; e addirittura la squadra di calcio della vicina Sendai, militante nella seconda divisione della J-League, che ha sfidato in una partitella in un campo improvvisato, i ragazzi della squadra locale. "Questo è un luogo simbolo per la città. Normalmente ci sarebbero un sacco di turisti provenienti da lontano, ma stavolta, questo giorno è dedicato per le persone nelle vicinanze", ha detto il direttore del museo Hitoshi kimura."Ognuno sta solo facendo quello che può".

Altro grande appuntamento è stato quello tenutosi all'areoporto Tokyo Haneda, dove per raccogliere fondi più di 200 bambini, con i loro genitori hanno sfidato un Airbus A300 pesante più di 85 tonnellate, nel tiro alla fune. Lo scopo era quello di riuscire a spostare di almeno 2 metri il pesante mezzo.




Fonti: Mainichi Daily News, Reppubblica

Intossicazione nei ristoranti Yakiniku: Salgono a 4 le vittime

Il ristorante Yakiniku-Zakaya Ebisu di Tonami
Si aggrava il numero delle vittime da intossicazione alimentare, che si ritiene dovuta al consumo di carne cruda, in una catena di ristoranti Yakiniku. Sale a 4 infatti il bilancio dei decessi, dopo che ieri una donna di 70 anni, ricoverata il mese scorso in gravi condizioni, per un'intossicazione alimentare, è morta. Insieme a lei, al ristorante della catena Yakiniku-Zakaya Ebisu di Tonami (pref. Toyama), cenava una donna di 40 anni, anch'essa deceduta mercoledì.
Intanto, il ministero della salute, lavoro e welfare, ha chiesto ai governi delle prefetture di effettuare controlli di emergenza per verificare che siano rispettate le norme igenico-sanitarie, nei ristoranti che servono carne cruda.
Il presidente Yasuhiro
Kanzaka si scusa davanti ai giornalisti
Oltre alle due donne, due bambini, entrambi di 6 anni, hanno perso la vita il mese scorso, mentre attualmente più di 30 persone sono state intossicate, di cui 20 in gravi condizioni; nella maggior parte dei casi, l'intossicazione è dovuta ai batteri Escherichia coli dei ceppi O-111 e O-157.
Sotto accusa per il reato di negligenza professionale, omicidio plurimo e lesioni, è il gestore dei ristoranti, Food Forus CO., con sede a Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa. "Dal 2009 non facevamo più controlli sui batteri, perchè non avevamo mai avuto, nei precedenti test, alcun riscontro di positività." dice il presidente di Food Forus CO Yasuhiro Kanzaka, ai microfoni dei giornalisti mentre si scusa con un grande inchino.


Yakiniku - Letteralmente carne alla griglia. E' un metodo di cucina giapponese per cucinare carne e verdure. Nei ristoranti Yakiniku i clienti si siedono intorno ad un tavolo, viene ordinata della carne cruda,  che poi viene cotta dai clienti stessi nella griglia al centro del tavolo.

Fonti: The Japan Times, Daily Yomiuri

giovedì 5 maggio 2011

Le stampe di Hokusai e Hiroshige in mostra a Milano

Hokusai - Il Fuji rosso
Dal 5 al 14 Maggio, alla galleria Caiati di Milano, saranno esposte alcune stampe di due dei maestri tra i più importanti e famosi dell'arte giapponese Hokusai (1760-1849) e Hiroshige (1797-1858). La mostra si comporrà di 24 stampe dei due autori affiancate da un'altra trentina di opere fuori catalogo, ma ugualmente di ottima fattura. Essendo ospitate in una galleria privata sarà quindi anche possibile acquistare queste opere, con valori che partono da 3.000€ fino ad arrivare ai 100.000€ per una rara stampa del Fuji rosso.
Hiroshige - Shono
Tra le stampe esposte troveremo alcune tra le più famose dei due artisti dell' Ukiyo-e come "Le trentasei vedute del monte Fuji", "La grande onda", "Le cento vedute di Edo", o "improvviso acquazzone sul ponte di Ohashi"; opere che arrivate in Europa, andranno ad influenzare a distanza di tempo pittori del calibro di Monet, Manet, Renoir e Van Gogh.

 L'Ukiyo-e e il Giappone del mondo fluttuante
Hokusai - La grande onda di Kanagawa
Siamo in pieno periodo Edo (1615-1868), il Giappone è ormai unificato e la famiglia Tokugawa ha il pieno controllo del potere politico e militare. Il paese si avvia verso più di due secoli di pace e si appresta a tagliare i ponti con il mondo esterno, andando verso il sakoku 鎖国 (paese chiuso). Rivoluzioni e innovazioni culturali come la diffusione della stampa e l'alfabetizzazione dettero una forte spinta alla massiccia produzione del periodo, ma il fattore più determinante fu la nascita dei quartieri di piacere, dove gli uomini, soprattutto mercanti e artigiani, potevano andare a svagarsi con le donne che vi lavoravano. Fu proprio attorno ai quartieri di piacere a Kyoto, Osaka e Edo (attuale Tokyo) che si sviluppò un ricco substrato culturale che vedeva per protagonisti i chonin 町人(gente di paese, normali cittadini), il che rompeva gli schemi rigidi delle gerarchie sociali e culturali del Giappone di quel tempo e formando il così detto "mondo fluttuante". E' proprio qui che la tecnica dell'Ukiyo-e getta le basi. "Ukiyo" infatti significa mondo fluttuante, mentre "e" è immagine, quindi immagini del mondo fluttuante. Essenzialmente si trattava di serigrafie inizialmente monocromatiche, ma che presto divennero anche  policrome (Nishiki-e), dando vita ad alcune tra le più famose opere di tutta l'arte giapponese, come "La grande onda di Kanagawa" di Hokusai.

Fonte: Il sole 24 Ore, Io

Artista anonimo aggiunge Fukushima all'opera di Taro Okamoto

La parte aggiunta dall'anonimo artista
La monumentale opera dello scomparso pittore astratto Taro Okamoto, che campeggia alla stazione di Shibuya è stata presa di mira qualche giorno fa da un anonimo artista che ha voluto aggiungere al dipinto, raffigurante l'orrore e la distruzione del bombardamento atomico nel 1945 di Hiroshima e Nagasaki, anche l'attuale problema relativo alla centrale atomica di Fukushima. Sotto l'opera infatti il misterioso pittore ha installato un dipinto rappresentante i reattore ormai distrutti della centrale, dai cui si alza un denso fumo nero. L'opera di Okamoto comunque non ha subito alcun danno.


Myth of Tomorrow di Taro Okamoto
esposta alla stazione di Shibuya
"Myth of Tomorrow" è un imponente opera dipinta dal maestro dell'astrattismo Taro Okamoto. Larga 30 metri e alta 5,5 fu commissionata da un privato messicano nel 1967 ed esposta in un hotel di lusso fino al 1969, quando fu venduta a causa di problemi finanziari. Da qui se ne persero le tracce fino al 2003, quando l'opera fu riportata in Giappone e fu esposta per qualche anno al Museo di Arte Contemporanea di Tokyo; nel 2008 infine fu collocata nell'attuale ubicazione alla stazione di Shibuya.





Fonte: Yahoo News; The Nihon Sun